La Storia (Dal Conte Maletta ai Baroni Spadafora)

 

Nel 1263 il Conte Manfredi Maletta degli Svevi, su una alto ed impervio sperone roccioso, in mezzo a fitte foreste, costruì una torre di avvistamento, di comunicazione e di difesa chiamata <<Torre del Fano>>. da quel momento, dal nome del suo costruttore e possessore, il luogo fu chiamato Maletto, nascendo anche l’omonimo feudo. La torre venne successivamente ampliata e fortificata e fu chiamata <<Castello>> con funzioni militari.

Attorno ad esso si raccolse la prima comunità con precarie costruzioni di legno e argilla. Dopo un breve periodo di possesso della famiglia Omodei di Randazzo, nel 1358 il Castello fu concesso a Ruggero Spadafora e quindi al fratello Rinaldo che nel 1386 acquistò anche il feudo divenendo signore di Maletto. La famiglia Spadafora rimase feudataria di Maletto fino al 1812.

L’antico centro urbano venne costruito a partire dalla metà del 1400 fino ai primi del 1500. In questo periodo fu costruito il Palazzo Baronale; la Chiesa di S. Michele, i magazzini del feudo, il loggiato, etc. Il borgo venne abitato e poi spopolato per tre volte, fintanto che nel 1619 Michele Spadafora Bologna ricevette l’investitura, dal re Filippo III di Spagna, del titolo di Principe di Maletto, popolandosi definitivamente a seguito di un’intensa opera di colonizzazione del feudo che da quel momento divenna <<terra>>, cioè luogo abitato.

Il Principe Spadafora diede forte impulso all’agricoltura, concedendo terreni, prestiti, agevolazioni ed esenzioni, così che la popolazione di Maletto subì un rapido incremento, passando da 249 abitanti del 1623 a 1.600 del 1798. Ciò fu dovuto anche alle franchigie e alle immunità di cui godeva il feudo che consentirono a gente perseguitata dalla giustizia, a persone bisognose e ad abitanti dei paesi vicini di venire a Maletto, trovandovi ospitalità e protezione.

Da ciò l’antico proverbio siciliano: <<Cu è veru bisugnusu e campa affrittu, si vori ajuto ricurri a Marettu>>. Infatti l’ospitalità e l’accoglienza hanno contraddistinto sempre il carattere degli abitanti di Maletto. Dopo l’abolizione del feudalesimo, Maletto è diventato comune autonomo nel 1818. negli ultimi decenni l’antico borgo feudale è diventato una moderna cittadina munita dei più essenziali servizi pubblici.