Terreno senza ok per costruire: Ici dovuta


 

Malumori per la tassa del 2010 che va pagata prima che il Prg venga approvato dalla Regione

Questa tassa non piace proprio a nessuno, sia alle forze politiche di maggioranza che di opposizione, ma la legge la prevede e allora non rimane che dire a spalle strette: «Dura lex, sed lex». Ci riferiamo all’articolo 36 comma 2 del decreto legge 223 del 2006 che obbliga i Comuni, i cui Consigli comunali hanno adottato il Prg, a far pagare l’Ici ai proprietari di terreni che, secondo il nuovo strumento urbanistico, ricadono nelle nuove aree edificabili.
E fin qui nulla di strano: se il terreno è diventato edificabile è giusto che si paghi l’Ici. Per molti l’anomalia sta nel fatto che la tassa va pagata anche se la Regione non ha ancora approvato lo strumento urbanistico. Di conseguenza il terreno è buono da subito per pagare l’Ici, non lo è per costruire. E’ quello che è accaduto a Bronte.

Il Consiglio comunale nel 2010 ha adottato il Prg che ancora giace negli uffici della Regione siciliana per le dovute approvazioni. Di conseguenza nel rispetto della normativa, gli uffici sono stati costretti a inviare circa 1700 avvisi di accertamento Ici.

«E’ una legge ingiusta – ci dice il consigliere Vittorio Triscari che ha sollevato il problema in Consiglio comunale – Se i terreni fossero realmente edificabili sarei il primo a pretendere dai proprietari il pagamento dell’Ici, ma se il Prg dovesse essere variato parte dei terreni non lo saranno più».

«A mio avvisto – continua – l’Amministrazione non avrebbe dovuto inserire le somme in bilancio e aspettare l’approvazione del Prg da parte del Cru (Comitato regionale all’Urbanistica). Ho dubbi sul fatto che le somme possano essere restituite».
Dagli uffici arriva un secco no. Purtroppo non inviare gli accertamenti avrebbe voluto dire violare la legge. «Fosse per me – spiega l’assessore al Bilancio Biagio Petralia – ai cittadini non farei pagare l’Imu, figuriamoci l’Ici del 2010. Ma è un obbligo di legge. Purtroppo la legge è chiara. La speranza però è che presto la Regione siciliana approvi il nostro Prg, eliminando ogni problema e permettendo alla nostra comunità do pianificare lo sviluppo».
E purtroppo una sentenza della Corte di Cassazione del 24 ottobre 2008 conferma l’operato degli uffici del Comune di Bronte, recitando che ai fini Ici «va considerato edificabile il terreno che presenta possibilità edificatorie anche solo potenziali, indipendentemente dal fatto che il contribuente possa materialmente utilizzare tale terreno a scopo edificatorio».

La Sicilia – 03.11.2012

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