Una boccata d’ossigeno per 111 lavoratrici tessili. A breve arretrati e indennità di disoccupazione


 

A causa della nota carenza di fondi, solo 25 aziende su 600, in provincia di Catania, sono riuscite ad ottenere gli ammortizzatori sociali richiesti

Ottime notizie sotto il sole di luglio per 111 lavoratrici delle aziende tessili del gruppo «Bronte jeans» che, avendo perso il lavoro per la carenza di commesse, hanno chiesto la cassa integrazione in deroga per tutto il 2012. Se fino ad oggi le lavoratrici non sono state pagate e hanno temuto di perdere ogni sussidio, tra non molto potranno ricevere gli arretrati e la propria indennità fino a dicembre.
Ad assicurarlo è il responsabile di zona della Cgil, Gino Mavica, che, dopo aver effettuato la trattativa – insieme ad Angelo Lopes della segreteria provinciale di categoria – all’ufficio provinciale del lavoro di Catania, conferma che già stata assegnata la somma di un milione e 988 mila euro per garantire alle lavoratrici di Bronte le loro spettanze.

«La documentazione relativa ai suddetti decreti dell’Ufficio provinciale del lavoro – afferma Mavica – è stata da poco comunicata all’Inps di Catania per la conseguente liquidazione. E’ bene ricordare – continua – che, oltre alle 40 dipendenti della ex “ Tagli e confezioni “ che stanno percependo l’indennità di mobilità, altre 91 dipendenti della “Rossonero confezioni” e di “Artigianato tessile” percepiranno fino ad ottobre di quest’anno anche la cassa integrazione straordinaria. Ci troviamo, quindi, di fronte ad una notevole massa di prestazioni percepite dalle lavoratrici che, oltre ad alleviare le difficoltà economiche di un migliaio di persone residenti nella nostra zona, rappresenta, anche una fonte finanziaria ragguardevole per la nostra boccheggiante economia».

Ascoltando Mavica ci si rende conto che il traguardo era tutt’altro che scontato. A causa della carenza di fondi, soltanto 25 tra le 600 aziende della provincia di Catania che hanno chiesto l’attivazione di ammortizzatori sociale, per circa 4.000 lavoratori, li hanno ottenuti. In Sicilia, infatti, mancano all’appello 155 milioni di euro.

Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Bronte, Pino Firrarello, sempre vicino ai lavoratori. «Chi, come queste lavoratrici, ha avuto l’amara esperienza di perdere il lavoro – afferma il primo cittadino – ha capito quanto importante sia il polo tessile e la capacità imprenditoriale di Franco Catania, con la “Bronte jeans”, e di tutti gli altri imprenditori tessili brontesi in grado di garantire lavoro e sviluppo. Per questa ragione, l’impegno deve essere quello di salvaguardare tutto il polo tessile ed i posti di lavoro che crea, al fine di restituire serenità alle famiglie». Per il segretario generale della Cgil catanese, Angelo Villari, i lavoratori sono riusciti a scampare il pericolo, ma le preoccupazioni restano: «Gli ammortizzatori tendono ad esaurirsi – ha osservato – ed occorre invertire rapidamente il ciclo economico del settore tessile, fuoriuscendo progressivamente, in una fase dominata dalle delocalizzazioni selvagge, dalla stagione obsoleta del “contoterzismo” per una propria autonomia produttiva e di collocazione sul mercato».

LA SICILIA – 05.07.2012

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