Soccorsi a bimbo che ha tentato di impiccarsi: assessorato apre indagine


 

Intanto lo zio del piccolo, ancora ricoverato al Garibaldi di Catania, dice: «L’avrà fatto per attirare l’attenzione o per gioco dato che la mattina era stato al circo»

L’assessore regionale per la Salute, Massimo Russo, ha disposto un’indagine ispettiva in relazione ai soccorsi prestati al bambino di 9 anni di Randazzo (Catania) che la notte scorsa ha rischiato di morire per soffocamento dopo che aveva tentato di impiccarsi in seguito ad un rimprovero dei genitori. L’obiettivo è quello di verificare, anche con il supporto delle registrazioni telefoniche, la conformità ai protocolli operativi, la tempestività e la corretta esecuzione delle procedure adottate. Il bambino è ricoverato nel reparto di Rianimazione del nuovo ospedale Garibaldi di Catania in prognosi riservata.

LO ZIO : «L’AVRA’ FATTO PER GIOCO» - Intanto lo zio del piccolo interviene sulla vicenda, che ha ovviamente gettato i genitori nella più profonda disperazione. «Un bambino di 9 anni non può assolutamente pensare di uccidersi. Non voglio che passi questo messaggio. L’avrà fatto, forse, per attirare l’attenzione o per gioco dato che la mattina era stato al circo», ha detto A.F., 37 anni. «Quella sera – ha raccontato lo zio – mio nipote aveva avuto un battibecco con la sorella minore e il padre gli aveva detto: “Avanti, adesso chiedi scusa alla sorellina”. Lui le aveva dato un bacio e poi era salito al piano superiore in camera sua. Dopo papà e mamma hanno sentito un rumore provenire dalla sua cameretta e quando sono entrati lo hanno trovato in ginocchio con la sciarpa al collo e già svenuto». Il padre del bambino ha 36 anni ed è un bracciante agricolo, la madre, di 36, fa la casalinga. «I rimproveri – ha aggiunto lo zio del piccolo – in famiglia ci stanno, ma il papà e la mamma hanno dato sempre un amore enorme ai loro quattro figli. Ora sono distrutti».

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