Bronte: cittadini in piazza contro la chiusura del reparto maternità


 

Una gran folla si è riunita ieri in Piazza Spedalieri e, riunitasi in corteo, ha sfilato per le principali vie di Bronte. No, non è stato un assaggio della processione del Venerdì Santo, ma della manifestazione di protesta contro la chiusura del reparto maternità dell’ospedale Castiglione Prestianni.

La manifestazione ha preso il via alle 10 ed ha visto coinvolti i circoli e le associazioni culturali, i comuni cittadini, i presidenti dei consigli comunali e i sindaci di Bronte, Maletto, Maniace, Randazzo, Cesarò, San Teodoro e Santa Domenica Vittoria, sette comuni che formano un bacino d’utenza di oltre cinquantamila persone, che si vedranno presto private del punto nascite in cui molte hanno visto nascere i propri figli.

L’evento ha raggiunto il clou con l’arrivo del corteo allo spiazzale d’entrata dell’ospedale, fra lo stupore dei medici di turno, piacevolmente sorpresi dalla grande partecipazione popolare, mai così massiccia in altre occasioni in cui si è protestato contro i tentativi di smembramento del nosocomio brontese. Si è discusso, si è applaudito e poi il corteo è ritornato in Piazza Spedalieri dove il corteo è stato congedato dal sindaco di Bronte Pino Firrarello.

Sono state soprattutto le donne, riunite in varie associazioni, a muovere la protesta al grido: “L’ospedale non si tocca!”.

La chiusura del punto nascite brontese rientra nel decreto che prevede la chiusura di tutti i reparti maternità che hanno registrato meno di 500 parti l’anno, e che rientra nel più vasto piano di riorganizzazione della sanità siciliana promosso dall’assessore Massimo Russo.

 “Non si può chiudere un punto nascite che assicura un servizio in un territorio montano di oltre 50 mila abitanti – ha dichiarato il senatore Firrarello -  Non si può chiudere usando la forza dei numeri dopo che il reparto, insieme con l’intera struttura ospedaliera di Bronte, è stata privata di medici e di primari e lasciata ad agonizzare”.

Sebbene la deontologia del giornalista imponga di riportare i fatti così come sono, senza contaminarli con la lente faziosa della soggettività e dell’opinione personale, la mia condizione di “cronista della domenica” mi permette di abbandonare l’imparzialità una volta illustrati i fatti; da cittadino comune non posso non credere che il provvedimento che colpisce, tra gli altri, l’ospedale di Bronte sia solo il più recente di tanti episodi attraverso i quali la politica porta avanti le proprie battaglie partitiche nelle quali i cittadini, più o meno inconsapevoli, ricoprono il ruolo di chi perde in ogni caso.

 “…Fra i vinti la povera gente
faceva la fame. Fra i vincitori
faceva la fame la povera gente
egualmente.” –
Bertold Brecht

60pezzi.it – Matteo Cutrì

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