Blitz nei mercati ortofrutticoli: pistacchi iraniani spacciati per brontesi


 

Centinaia di chili di pistacchi iraniani spacciati per quelli pregiati di Bronte e di patate francesi, ma forse coltivate in Africa, indicate come italiane. E’ la merce non in regola e sequestrata stamani nel corso di un blitz della Forestale della Regione Siciliana nei mercati ortofrutticoli di Palermo e Catania.

I prodotti saranno analizzati dagli esperti dell’Istituto zooprofilattico perchè si teme possa essere dannosa anche alla salute. L’operazione, i cui  risultati sono stati presentati dal governatore Raffaele Lombardo, dagli assessori al Territorio e alla Risorse agricole Sebastiano Di Betta ed Elio D’Antrassi, e dal comandante del Corpo forestale Pietro Tolomeo, non è finita perché saranno passati al setaccio altri snodi commerciali.

“E’ forte il nostro sforzo sul fronte della tracciabilità – ha detto Lombardo- ed è una risposta chiara anche a una delle richieste dei produttori agricoli che hanno protestato”. Il governatore Lombardo ha riferito di avere rivolto un appello a Monti e chiesto un impegno ai parlamentari “perché blocchino l’accordo dell’Unione europea con il Marocco che comportera’ un’invasione incontrollata nei nostri mercati di produzioni africane. La Sicilia sarà sottoposta a una concorrenza sleale e disumana, considerata la mancanza di regole in quei Paesi sul fronte della tracciabilità, della qualità e dei costi del lavoro”.

“Non vorremmo che accadesse quanto è successo con l’apertura degli Usa alla Cina – ha detto Di Betta- che ha significato una intossicazione dei mercati di prodotti che sfuggivano alle regole di una concorrenza sana e leale”. Ecco perchè, ha sottolineato D’Antrassi, “l’impegno della Regione su questo fronte è massimo per tutelare i nostri prodotti e dare una risposta alla fiducia che i consumatori continuano a serbare verso i nostri prodotti”. Per Tolomeo, “i blitz di oggi sono solo l’inizio. Saranno controllati tutti i canali di distribuzione e approvvigionamento. Nessuna tolleranza per i contraffattori”.

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