«No alla chiusura dei punti nascita» Paternò e Bronte scendono in guerra


 

Il recente decreto regionale che sancisce l’accorpamento delle strutture a quella di Biancavilla suscita polemiche.

I sindaci dei due comuni Pippo Failla per Paternò e Pino Firrarello, annunciano ricorsi e si dicono pronti a dare battaglia in qualsiasi sede

(…) Immediata la replica del commissario straordinario dell’ASP di Catania GaetanoSirna: «La sicurezza è il punto strategico per riqualificare l’intero sistema sanitario – spiega il commissario Sirna – le piccole strutture, che hanno un trend negativo di parti annui, non possono garantire infatti la qualità dell’assistenza a tutti i livelli, quella relativa alle mamme e ai neonati prima di tutto».

Per quanto riguarda l’Asp Catania, tra i presidi ospedalieri citati nel decreto assessoriale c’è quello di Giarre, dove il punto nascita è già chiuso da un anno, quello di Paternò, che l’anno scorso ha chiuso con 440 parti e Bronte, con 341 nascite nel 2011: «Il punto nascita di Paternò – prosegue Sirna – si trova a pochi chilometri da Biancavilla, dal Nuovo Garibaldi e dal Policlinico ed è preferibile pertanto rinunciare al parto “sotto casa” per recarsi in un presidio con alti standard di qualità, dove sia il personale che le strutture possono rispondere al meglio alle esigenze dell’utenza. Per quanto riguarda Bronte, che presenta invece una condizione orografica e di comunicazione particolare, l’ospedale serve infatti il bacino montano etneo e parte di quello messinese, abbiamo tempo fino a giugno per studiare una soluzione che possa tenere conto di questi fattori.»

Ricordiamo che i provvedimento, firmato dall’assessore alla Salute Massimo Russo, prevede 42 centri nascita su 70: a chiudere, perché non raggiungono i 500 parti all’anno, sono 20 unità operative pubbliche e 8 case di cura private. I direttori generali delle aziende sanitarie e le strutture private accreditate avranno tempo fino al 30 giugno per presentare un apposito piano di riconversione delle strutture interessate per l’accorpamento o la disattivazione dei punti nascita e di procedere entro il 30 settembre 2012 all’accorpamento o alla disattivazione.

GIORNALE DI SICILIA – 11.01.2012

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